Cinque leggende su Vienna

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Elegante, austera, aristocratica. Vienna è una di quelle città sospese nel tempo. Passeggiando tra le sue “strasse” si respira ancora l’antico splendore dell’impero che tra ‘800 e ‘900 ha reso questa città il centro culturale ed artistico per antonomasia. Un alternarsi e susseguirsi di palazzi nobiliari in stile neoclassico e strutture liberty, musei e teatri, antichi cafè letterari, le pasticcerie della casa imperiale, le sale dove si ascolta la musica più bella. Tanti sono i luoghi imperdibili a Vienna: Albertinaplatz, Hofburg Palace, Belvedere Museum, St. Stephen’s Cathedral, Hundertwasser House e il Prater sono solo alcuni dei luoghi raccomandati da tutte le guide turistiche. Imperdibile una passeggiata a piedi per il centro pedonale, da Kartnerstrasse a Stephansplatz, passando poi a Graben, al cui centro trionfa la "Colonna della peste", alta quasi 19 metri, eretta nel 1687 durante una grave epidemia di peste; per poi svoltare a Kohlmarkt, dove ha sede la storica pasticceria Demel. Su Vienna c’è tanto da dire, da vedere e da provare, per cui io ho scelto di raccontarvela attraverso 5 leggende!






St. Stephen’s Cathedral

Alla fine del Graben si giunge in Stephansplatz, piazza che in origine era il cimitero di S.Stefano, il primo martire nella storia della Chiesa, dove si erge la Cattedrale di Santo Stefano (Stephansdom) che è il vero simbolo di Vienna. L'edificio è di manifattura gotica ed è il più importante d'Austria e tra i più rappresentativi d'Europa. La Südturm (torre sud), soprannominata affettuosamente Steffl, richiese 75 anni di costruzione, è alta 137 metri e percorrendo i suoi 343 gradini è possibile giungere alla stanza con finestre panoramiche che affacciano sui tetti della città. Doveva essere affiancata da una torre gemella sul lato nord, ma le casse imperiali si erano nel frattempo svuotate e lo stile gotico era passato di moda, quindi la torre nord, parzialmente completata, fu chiusa con una cupola rinascimentale nel 1579. In realtà la leggenda vuole che il completamento non avvenne perché il suo architetto, Hans Puchsbaum, non tenne fede ad un patto fatto con il diavolo che lo fece pertanto precipitare dalla struttura. Proprio perché incompleta, su questa torre si può salire solo in ascensore, e vi dirò che la vista da questo lato a me è piaciuta molto di più, perché il balcone circolare è decisamente più immersivo. Cliccando QUI trovate tutte le info sul costo dei vari biglietti e gli orari di apertura.







Il Prater
La ruota panoramica nel Prater di Vienna è uno dei simboli della città. Costruita nel 1897, la Wiener Riesenrad, è la più antica ruota panoramica ancora funzionante al mondo. All’ingresso della ruota, otto vagoni offrono scorci su 2.000 anni di storia viennese. Se state pensando ad un posto originale ed emozionante per la vostra proposta di matrimonio, sappiate che potete prenotare i singoli vagoni per cene, cocktail e anche per matrimoni (QUI ci sono tutte le info a riguardo)!  Ma se ho inserito il Prater in questa lista non è per la ruota, ma per la Repubblica di Kugelmugel, una delle 50 micronazioni esistenti al mondo, che si trova proprio all’interno di questo parco. Le micronazioni sono piccoli o piccolissimi territori che vorrebbero essere (ma non sono) considerati come degli stati indipendenti a tutti gli effetti. Attualmente questa conta 389 abitanti. Le origini della sua nascita vanno cercate nella disputa tra l’artista Edwin Lipburger, a cui era stata negata la possibilità di costruire una sfera nel proprio giardino, e le autorità austriache. Per questo, Edwin decise di posizionare la casa a forma di palla nel parco del Prater di Vienna.







La Sacher Torte

Ci sono due mete turistiche golose a cui non si può rinunciare se si arriva a Vienna: la storica pasticceria Demel e l‘Hotel Sacher. La storia di questa grande rivalità tra le due pasticcerie più importanti di Vienna comincia circa nel 1832, quando un apprendista pasticcere appena sedicenne, Franz Sacher, si trovò alla corte austriaca a fare il suo apprendistato e una sera, quasi per caso, dovette sostituire il primo pasticcere di corte. Utilizzando gli ingredienti a disposizione realizzò un dolce destinato ad avere un successo clamoroso: la Sacher Torte. Anni dopo Franz aprì, insieme a suo figlio Eduard, l’Hotel Sacher. Tuttavia con la crisi economica del ’29 anche l’hotel andò in fallimento ed Eduard andò a lavorare proprio da Demel, portandosi in dote la ricetta della Sacher Torte, allo scopo di perfezionarla. Quando l’Hotel Sacher riaprì i battenti dopo qualche anno, il proprietario rivendicò il marchio esclusivo sulla torta, scatenando una battaglia legale contro Demel che si concluse solo nel 1962 davanti alla Corte Suprema Austriaca. La decisione storica fu presa: entrambe le pasticcerie potevano produrre la golosa Torta ma solo l’Hotel Sacher ebbe la possibilità di chiamarla “Original Sacher Torte”. La pasticceria Demel invece ricevette la possibilità di chiamarla “Eduard Sacher Torte”, in quanto il figlio del grande Franz aveva apportato qualche modifica alla ricetta originale del padre. Io ovviamente sono stata in entrambe le pasticcerie, ma da Demel la Sacher Torte era terminata, quindi non posso dirvi se sono realmente differenti, anzi attendo aggiornamenti a riguardo da chi riuscirà a provarle entrambe!


Il castello della principessa Sissi

Una delle tappe imperdibili di Vienna è la visita all’Hofburg Palace, che fino al 1918 è stata al centro della vita pubblica e privata degli imperatori della casa d’Asburgo, mentre adesso ospita numerosi musei tra cui quello dedicato all’Imperatrice Elisabetta d’Austria, meglio nota come Sissi. Cliccando QUI avrete tutte le informazioni sugli orari e i costi dei vari ticket (io ho scelto di visitare gli Appartamenti imperiali, il Museo di Sisi e il Museo delle argenterie con audioguida, cosa che vi consiglio perché vi racconterà molte leggende e curiosità).  E proprio su Sissi scoprirete moltissime curiosità, come il fatto che suo marito Francesco Giuseppe, era suo cugino di primo grado, destinato in realtà alla sorella maggiore di Sissi, ma invaghitosi della spensierata vivacità di Sissi la chiese in sposa. Aveva metodi drastici per mantenere la linea: dal corpetto allacciato strettissimo, alla palestra personale in casa, alla “dieta a zona” (mangiava per un periodo solo uova, o solo cibi liquidi, o solo arance, e così via). Aveva una chioma lunga fino alle caviglie, alla quale dedicava moltissime attenzioni e cure. Viaggiava tantissimo, pur di stare lontana dall’insalubre corte di Hofburg. Morì proprio durante un viaggio a Ginevra, a 61 anni, pugnalata al cuore da un anarchico italiano che voleva in realtà uccidere il Re d’Italia. Il corpetto stretto riuscì a tamponare la ferita che non sanguinò subito, tanto che la stessa si rialzò e riprese il suo cammino verso il battello che doveva prendere. Fu solo una volta arrivata sul battello che impallidì e svenne. Il battello fece retromarcia e l'Imperatrice fu riportata nella sua camera d'albergo dove spirò un'ora dopo.



La wiener schnitzel

Domanda: è nata prima la cotoletta viennese o la nostrana cotoletta milanese? Ebbene, secondo una leggenda pare sia nata prima la cotoletta alla milanese. Durante a dominazione austriaca, il Maresciallo Radetzky assaggiò la nota cotoletta e ne rimase così estasiato da descriverla dettagliatamente in una lettera indirizzata all’aiutante dell’imperatore austriaco. Ma questa lettera non è stata mai ritrovata, di fatti non esiste. Tuttavia, esiste un documento ufficiale “Storia di milano” di Verri, secondo cui il lombolos cum panitio (la cotoletta impanata e fritta) apparve nel menu di nove portate di cui era composto il banchetto offerto ai canonici della Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, in occasione della festività di San Satiro, nel lontano 1134. In realtà, al di là delle leggende e dei primati, c’è da dire che le due cotolette sono profondamente diverse; quella milanese si ricava dalla “costoletta” di vitello, rigorosamente con l’osso, e tagliata larga quanto quest’ultimo. Quella viennese invece può essere di bovino o di maiale; è senz’osso e non è alta ma sottolissima e ben battuta, come le ben note orecchie d’elefante (da cui il soprannome). Io a Vienna ne ho provate diverse, ma sento di consigliarvi quella di Meissl&Schadn, il tempio della wiener schnitzel (rigorosamente servita con una fetta di limone e patate)! Ma non solo Cotoletta e Sacher Torte, Vienna è famosa per il kasekrainer, il panino maxi con wurstel da gustare in uno dei numerosissimi chioschi presenti in tutta la città, il tafelspitz, o bollito di manzo, se si è in due vi consiglio Plachutta, dove il pasto ideale è un Tafelspitz e una Wiener Schnitzel. E poi c’è lo Strudel da provare al cafè Mozart o al Café Landtmann, e a proposito di cafè, vi segnalo anche il Café Central, frequentato da Freud, dove assaggiare un’altra versione della sacher torte.





2 commenti:

  1. Ciao Lucia!
    Molto interessante, anche per me chi vivo a Vienna da 39 anni.
    Specialmente La Sacher e la Wiener Schnitzel :)
    E belle foto.
    Buona giornata,
    ciao Markus
    www.markusjerko.at/photos/vienna-bellezza/

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    Risposte
    1. Ciao Markus, mi fa davero piacere abbia trovato il mio articolo interessante nonostante tu conosca Vienna sicuramente meglio di me :D
      Ti ringrazio!

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